giovedì 9 maggio 2013

Creme Brulée alla Nocciola

 


Le creme, i dolci al cucchiaio in generale,  non sono mai stati il mio forte, sarà per questo motivo che non amo particolarmente farle e non ho la mano. Ho ancora un secchio mezzo pieno da 2,5 Kg di purissima pasta di nocciole Gentili del Piemonte e voglio utilizzarla prima che si faccia cattiva. Quindi approfittando di un invito a cena, ho preparato queste creme.
Una premessa importante prima di dare la ricetta: le cocottine con la crema  cotta, vanno lasciate raffreddare e poi messe in frigorifero a riposare una notte o qualche ora: il giorno dopo in ogni caso la crema è migliore. Una volta molto ben raffreddate le cocottes, si cosparge la superficie di zucchero di canna grezzo e si caramella. Io ho usato il cosidetto cannello da cucina (una specie di pistola  che fa la fiamma e funziona con lo stesso gas dell'accendino) passandolo sopra lo zucchero che prima si scioglie e poi si indurisce formando la caratteristica crosticina dura e croccante. Oppure si possono passare in forno in modalità grill, ma ogni volta che ho provato ho bruciato la superficie...
Una cosa da non fare mai è quella che ho fatto io (per mancanza di tempo!) di sciogliere lo zucchero sopra la crema ancora calda, con il risultato che lo zucchero si caramella sciogliendosi per effetto del calore che viene da sotto, dando un effetto creme-caramel. Insomma pochi accorgimenti per una riuscita sicura.
Ingredienti: (per 10 cocottine come quelle della foto)
500 gr latte intero
75 gr pasta di nocciola purissima  (o di pistacchio)
8 (otto)  tuorli
100 gr zucchero semolato (meglio quello fino tipo zefiro)
un pizzico di sale fino
 
Si  mescola la pasta di nocciola, i tuorli, lo zucchero e il sale. A parte si porta a bollore il latte e poi si unisce all'altro composto. Versare subito nelle cocottine. Mettere in forno a 150° a bagnomaria, in una teglia di acciaio  piena di acqua fino a metà, per circa 45 minuti. Coprire le cocottine con alluminio per evitare che si secchi la superficie in cottura. Verificare la cottura muovendo leggermente la teglia finché le creme non sono ferme.
 

lunedì 8 aprile 2013

Torta di Mele alle Mandorle


Una delle mille declinazioni di torta di mele, con una presenza importante di mandorle, in crema e a scaglie. Facile, veloce, molto buona nella sua semplicità perché resta morbida e umida. Ogni ingrediente si può preparare prima e conservare facilmente per vari giorni. Nb: si potrebbe aggiungere anche della farina di mandorle (50gr) all'impasto della pasta frolla, è ottima. Solo che la base della torta resta più friabile. Dipende se si deve trasportare oppure si consuma a casa. Questa torta forse avrei dovuta farla dorare ancora 2 minuti...ma il profumo era veramente irresistibile...

Ingredienti
Pasta frolla (vedi sotto)
5 mele (ho usato le golden perchè erano quelle che avevo)
crema di mandorle (vedi sotto)
25 gr mandorle a scaglie
zucchero grezzo di canna per spolverare le mele

Crema di mandorle
1 uovo intero
50 gr di burro a t° ambiente
50 gr di farina di mandorle
50 gr zucchero semolato
Si amalgama il burro morbido con lo zucchero poi si aggiunge l'uovo e si continua a mescolare con un mestolo o meglio una frusta, alla fine si aggiunge la farina di mandorle. Si conserva in frigo ben coperta per alcuni giorni oppure fino all'utilizzo, che può essere anche immediato.

Pasta frolla 
1 uovo
250 gr farina
100 gr burro freddo
80 gr zucchero a velo
un pizzico di sale
Si lavora a mano il burro con la farina il sale e lo zucchero a velo fino a formare un impasto dalla grana grossa poi si aggiunge l'uovo e si amalgama fino a formare una palla opaca e omogenea. Si avvolge in una pellicola e si lascia in frigo finché non si indurisce un po' per permetterne la stesura (circa un'oretta).
La composta di mele
Far cuocere le mele tagliate a tocchetti e private ovviamente della buccia e del torsolo in una pentola con circa un bicchiere d'acqua (senza zucchero). Le mele devono risultare molto morbide ma conservare la loro forma, non proprio una purea.
Procedimento
Accendere il forno a 160° circa e far cuocere a secco la pasta frolla in una tortiera dal fondo estraibile di 20-24 cm di diametro (verrà più o meno alto il ripieno).
Una volta cotta e raffreddata, spalmare sul fondo uno strato abbondante di crema di mandorle. Spargere le mele cotte sopra e cospargerle di zucchero di canna e lamelle di mandorle. Io ho cotto la torta per una ventina di minuti a 170° (ma le indicazioni erano per 165° quindi come al solito dipende dal forno di ognuno). Prima di servire e una volata raffreddata, cospargere la torta di poco zucchero a velo, per non coprire completamente le mandorle.


domenica 31 marzo 2013

venerdì 22 marzo 2013

Bavaresi


Preparando la lezione su bavaresi, parfait e mousse ghiacciate al: cioccolato, frutti rossi, pistacchio, Cointreau (liquore all'arancia). Il biscotto alla base è  ai frutti rossi e alle mandorle.


domenica 17 marzo 2013

Dessert di Ricotta e Pere

Per questi bicchierini mi sono ispirata alla torta amalfitana, di cui ho mantenuto gli ingredienti fondamentali, tranne che al posto del biscotto alle nocciole (che dovrebbe contenere la crema sotto e sopra) ho messo una lingua di gatto home made. Il gusto è noto, un classico, non è una ricetta che richiede dosi tassative, bisogna fare solo attenzione a non eccedere con lo zucchero perché rischia di essere troppo dolce. Anche in questo caso, non essendoci uova, è un'ottima soluzione per l'estate.
Ingredienti: 
2  pere williams mediamente mature
1 piccola noce di burro
1 cucchiaio raso di zucchero
grappa di pere
Tagliare a piccoli cubetti le pere, passarle in padella con la piccola noce di burro, lo zucchero e sfumare il tutto con una spruzzata di grappa (la ricetta vuole quella di pere, ma non ce l'avevo). Le pere non devono ridursi a composta  ma solo mantecare. Si conservano da parte. 
Per la crema di ricotta: 
250 gr di ricotta vaccina 
250 gr panna
80 gr di zucchero
vaniglia naturale in bacche o in estratto
buccia di 1 limone grattugiata
La sera prima o la mattina per la sera si mischia la ricotta con lo zucchero, si lascia a "raffinare" per una notte finché non avrà la consistenza di una crema vellutata, quando lo zucchero si sarà sciolto. L'indomani si monta soda la panna e si mescola delicatamente alla ricotta (se è necessario, farla scolare dal siero eccessivo, o passarla al setaccio) e si aggiungono gli aromi. La ricetta prevede una piccola parte di gelatina, che in questo caso ci possiamo risparmiare, viste le piccole porzioni e il bicchierino che fa da contenitore. Si monta a piacere. In questo caso ho messo delle pere sul fondo del bicchierino e altre sopra. 

sabato 16 marzo 2013

Crema di Mascarpone agli Agrumi


Ho fatto due tipi di bicchierini, li presenterò uno alla volta. Questo è quello alla crema di mascarpone agli agrumi. E' fresca, non fa acido e non stride, E' composta da: mascarpone, cioccolato bianco e limone in gelatina. Non c'è altro zucchero oltre a quello contenuto nel cioccolato bianco, non ci sono uova. (La fonte di questa ricetta è l'autorevole libro di Leonardo di Carlo "Tradizione in Evoluzione", una garanzia).
Si prepara la sera prima oppure la mattina per la cena, perché va fatto rapprendere in frigo (c'è forse un tantino troppo  di gelatina, si rischia sempre l'effetto gomma). Io ho accompagnato la crema da una fettina di croccante alle mandorle e da un po' di croccantino sbriciolato sopra. Ovviamente si può arricchire a piacere e con decorazioni di fantasia così come non sono strettamente necessari i bicchierini, ma delle piccole coppette vanno benissimo ugualmente. Lo consiglio: è facile, veloce e si può conservare in frizer a lungo per le emergenze. Oltretutto, nota di non poco conto, non avendo il tuorlo a crudo ne l'uovo intero, non è a rischio salmonella per l'estate. L'unica raccomandazione è quella di tenere i bicchierini una mezz'ora fuori dal frigo per assaporare meglio il gusto, altrimenti si perde un po' col freddo del frigo.
Ingredienti: 
La crema al mascarpone
100 gr latte intero
85 gr panna fresca (che ho sostituito con altrettanto latte)
10 gr sciroppo di glucosio
buccia di 1 limone grattugiata finemente
250 gr mascarpone
215 gr cioccolato bianco
6 gr di gelatina in fogli
Mettere la gelatina in acqua fredda per ammorbidirla. Fondere leggermente il cioccolato bianco a bagnomaria oppure meglio nel microonde. Mescolare e portare a bollore latte, panna, glucosio e limone. Versare sulla cioccolata e emulsionare con una spatola di silicone (non con la frusta altrimenti si formano le bolle d'aria). Mescolare il mascarpone (se è molto freddo riscaldarlo leggermente)  e emulsionare il tutto con il minipimer a immersione. Mettere tutto dentro un contenitore ermetico e lasciare cristallizzare in frigo per qualche ora, meglio tutta la notte. Si usa col sac-à-poche e bocchetta a scelta (se avessi utilizzato una bocchetta a stella non avrei avuto l'effetto "cacca di cane" che invece si ottiene con le bocchette lisce!).
La gelatina al limone: 
50 gr di acqua
50 gr di zucchero
20 gr di destrosio (è uno zucchero che si trova nei supermercati)
80 gr succo di limone
6 gr gelatina in fogli
Mettere al gelatina ad ammorbidirsi in acqua fredda. Preparare lo sciroppo di zucchero mettendo in un pentolino l'acqua e lo zucchero e far bollire finché lo zucchero non si è sciolto completamente. Incorporare il succo di limone e il destrosio.  Lasciare raffreddare (l'ideale sarebbe misurare col termometro  quando la t° dello sciroppo  arriva a 40°) e poi aggiungere la gelatina.Mescolare fino a che non si scioglie del tutto. Colare e lasciare rapprendere in frigo. Decorare.
NB; la gelatina di limone va colata subito nei bicchierini, ma la crema di mascarpone che c'è già dentro, deve essere già fredda. Quindi le due operazioni vanno fatte in due tempi diversi.


venerdì 15 marzo 2013

Una Lezione senza Latticini

Nell'ordine da sinistra, tutto all'olio extra vergine di oliva: pan di spagna al cacao, cake al limone, torta paradiso. Tutto digeribilissimo, profumato, soffice, da farcire, inzuppare, ricoprire...
Brave e molto entusiaste le allieve, con cui abbiamo degustato la produzione, nel pomeriggio, con un ottimo tè giapponese.


lunedì 18 febbraio 2013

Enciclopedia del Cioccolato - Moelleux al Cioccolato al Latte e Pasta di Mandorle

Non è più San Valentino (non so perché ma è una festa che mi da un po' sui nervi...comunque ho ricevuto una bellissima rosa rossa e non mi posso neanche lamentare...) e non avevo un motivo particolare per fare i dolcetti a forma di cuore. E' stata  una scelta pratica e il risultato è  gradevole in termini estetici, mentre dal punto di vista sostanziale è molto più interessante. Questa è seconda ricetta dell'Enciclopedia del Cioccolato che propongo. Si tratta di un impasto a base di cioccolato al latte e pasta di mandorle aromatizzato con liquore all'anice, che io ho cambiato in liquore al rhum, perché quello all'anice non ce l'avevo. I dolcetti sono veramente buonissimi oltre che molto profumati, si possono ovviamente fare di forme e dimensioni diverse. Ho decorato con scaglie di mandorle che però non sono strettamente necessarie.
Attrezzatura: un termometro, una frusta
Ingredienti
75gr cioccolato al latte (40%)
50 gr burro
160 gr pasta di mandorle (vedi ricetta sotto)
3 uova intere
30 gr farina
2 gr lievito 
1 cl liquore all'anice
Pasta di mandorle
20 gr miele
10 gr sciroppo di glucosio
45 gr acqua
90 gr zucchero semolato
138 gr mandorle intere spellate
Tritare finemente le mandorle in un robot, far bollire miele, sciroppo di glucosio, zucchero semolato e acqua e aggiungerlo  alle mandorle. Continuare a mescolare col robot finché l'impasto non è amalgamato. Versarlo su della carta da forno e continuare a lavorarlo finché non si raffredda e diventa una pasta omogenea. (La pasta di mandorle si conserva per circa due mesi in frigo in contenitore ermetico).
Procedimento
Fondere il burro e mescolarlo al cioccolato fuso (al microonde o a bagnomaria). Ammorbidire la pasta di mandorle se necessario, passandola qualche secondo al microonde. Setacciare la farina e il lievito insieme e tenerli da parte. Sbattere le uova con la frusta a bagnomaria finché non raggiungono 50°. Inserire la pasta di mandorle nelle uova e amalgamare. Quando il composto è omogeneo, aggiungere delicatamente a mano la farina e il lievito, il liquore e da ultimo il cioccolato col burro. Riempire subito gli stampi. Infornare a 160°-170° per circa 15 minuti.

sabato 16 febbraio 2013

Identità Golose 2013 - La Pasticceria d'Autore

Ho sfidato la neve, ho rischiato il blocco del treno, ho organizzato la famiglia, ho studiato....e sono approdata per la prima volta al cruciale appuntamento milanese senza sapere bene cosa aspettarmi, ma sapendo chi avrebbe partecipato quest'anno. "Identità Golose" cioè il congresso annuale dei migliori chef sulla piazza italiana e internazionale sulle ultime tendenze nel mondo della ristorazione (evento ideato da Paolo Marchi 9 anni fa e da lui curato; segnalo a questo proposito il suo blog "Marchi di Gola" che vale una visita non fosse altro che per il ricchissimo elenco dei link al mondo della gastronomia, suddiviso per voci). Quest'anno l'intera manifestazione ruotava intorno al tema del rispetto (interessante di questi tempi....) io sono andata per la parte riguardante "La Pasticceria d'Autore".
Sono tornata a Roma la sera stessa, con la sensazione di essere stata fuori una settimana, ricca  di tutto quello che avevo visto e sentito. L'arricchimento non sta tanto nell'aver acquisito nuove ricette, visto che quelle che vengono proposte in questa sede, provengono dal  gotha internazionale dei pasticceri e che quindi  sono praticamente inavvicinabili dal punto di vista tecnico. Quello che resta è lo stupore di fronte al genio, alla pura creatività, all'impensabile e all'impossibile, reso concreto. Le mani tremanti (dall'emozione, credo) della pasticcera giapponese Ideko Kawa, della squadra del ristorante inglese "The Fat Duck" che assembla una figura di grappolo uva composto da elementi,  colori, sapori, consistenze e profumi diversi tutti però ricavati dall'analisi molecolare di un vero grappolo maturo di uva del vitigno francese Chateau d'Issan, non so di quale annata. Come dire: ti smonto il grappolo e te lo rimonto cambiandogli i connotati ma mantenendo intatti i sentori di fondo  (l'elenco nella foto).

































Sotto, il grappolo

































O il genio del pasticcere catalano, Jordi Roca, del Celler de Can Roca, che ha l'aria di quello che sta vedendo qualcosa che noi non vedremo mai (sarà per questo che si muove a scatti e ha l'aspetto vagamente inquietante?) che è un vero visionario del gelato e scompone gli elementi per poi ricomporli "copiandoli" talmente bene che possono confondersi con l'originale (lo ha fatto con il cocco, vedi foto).


































Da Roma poi Heinz Beck e Paolo Amati, ovvero il panzer della ristorazione a tre stelle e il giovane talento da Taormina che di strada secondo me ne farà ancora tantissima, dopo questi anni passati ad abbinare creatività ad assoluto rigore, a La Pergola di Roma. Da un po' Heinz Beck sta portando avanti la sua personale ricerca sulla  cucina salutare, anche in collaborazione con l'Università di Tor Vergata. Quindi ci ha fatto tutto uno spiegone sulle calorie e il bilanciamento dei nutrienti, perchè il  cliente deve uscire dal suo ristorante sentendosi bene e avendo assunto i cibi ben bilanciati dal punto di vista nutrizionale ma al tempo stesso si deve sentire leggero  (e su questo non ho ombra di dubbio...). Quindi sempre per restare in tema di salute, natura, ecc ecco il suo sole nella foto in basso, in cui compaiono, tra gli altri elementi: il mandarino, lo zafferano, l'oro e i capperi (i capperi?!?). Bah !....chissà com'era.

sabato 9 febbraio 2013

I Piccoli Sablé al Cacao


Sono dei biscottini facili facili e  graziosi, ovviamente molto buoni e friabilissimi perché hanno un'alta percentuale di burro. Si possono mangiare da soli oppure accoppiati due a due con ganache all'interno (per esempio ganache al cioccolato al rhum, al pistacchio, alla nocciola, ecc) ma temo che così la materia grassa contenuta nel biscottino raggiungerebbe un livello tale da renderlo indigesto... io non ho ancora provato. Mi sono limitata a  mettere una perlina croccante di cioccolato da forno di Valhrona sopra alcuni, che non si scioglie in cottura e mantiene la forma, giusto per decorare e per dare un piccolo croccante al primo morso. Insomma tutto piccolo, grazioso,  mignon, senza  esagerare con le dimensioni dei biscotti, così  se anche se ne mangiano  più di due va ancora bene.... 
Una premessa: le dosi che do' sono per una grande quantità di impasto, ho provato a dimezzare le dosi però si perde un po' l'insieme, soprattutto diventa difficile dosare le uova. Comunque l'impasto si congela e si conserva senza problemi. Si può tirare fuori quando serve, cuoce in pochi minuti.
Attrezzatura: una boccheta frisata (o quella che si ha a casa) da 8/10 di diametro,  un sac à poche
Ingredienti: 
300 gr burro molto morbido, cremoso
200 gr zucchero a velo
buccia di mezza arancia bio grattugiata fine
un pizzico di sale fino
50 gr uova intere a t° ambiente (1 uovo medio)
20 gr tuorli  a t° ambiente (circa  1 e mezzo)
40 gr cacao amaro
360 gr farina 00
NOTA: è importante che il burro e le uova siano alla stessa temperatura ambiente (si possono tenere entrambi fuori dal frigo dalla sera prima). Accendere il forno a 160° (con forno statico) o a 170° (con forno ventilato). Montare in planetaria oppure con le fruste elettriche il burro con gli aromi (bucce e sale) e lo zucchero finché il composto non diventa spumoso. Aggiungere gradualmente l'uovo e il tuorlo fino a completo assorbimento. Setacciare insieme farina e cacao e unire al composto continuando a mescolare. Dovrà risultare un impasto denso ma morbido abbastanza da essere messo nel sac à poche. Fare delle piccole roselline su carta da forno. In cottura i biscottini non si espandono quindi è possibile metterli anche abbastanza ravvicinati. 

giovedì 24 gennaio 2013

Le Frittelle Filanti

Ecco il carnevale... e tanto per provare qualcosa di nuovo, ho preparato queste frittelle filanti. In generale le ricette di carnevale si somigliano un po' tutte: le frappe, le castagnole, le frittelle, con i vari nomi regionali. Poco burro, pochi ingredienti di base, facilità di esecuzione. Proverò anche le castagnole all'alchermes, ricordano un po' le "pesche" dolci. Quelle di oggi sono fatte di un impasto molto simile a quello dei bigné infatti hanno la doppia cottura  solo che vengono fritti (come quelli di San Giuseppe). 
Ingredienti: 
Farina 250 gr
Latte 250 gr
Zucchero 100 gr 
Burro 40 gr 
Aromi (vaniglia in estratto o in polvere, buccia di limone grattugiata, un pizzico di sale)
Uova medie 2
Albumi 2
Grappa o vermouth (tipo Martini Bianco): 2 cucchiai 
Olio per friggere 1 lt (meglio di arachidi o strutto)
Zucchero a velo per decorare
Si può cominciare col preparare l'olio in un tegame fondo e metterlo a fuoco basso in modo che si cominci a riscaldare gradualmente.
Si mettono in un tegame latte, burro, zucchero e gli aromi si portano  a ebollizione, si aggiunge fuori dal fuoco la farina e si mescola energicamente finché non forma una palla compatta, poi si rimette sul fuoco per altri 2 minuti, finché non si forma una patina di pasta sul fondo del tegame. Quindi si versa nella planetaria (o in un contenitore di acciaio) si lascia intiepidire per qualche minuto e si aggiungono le uova e gli albumi e si mescola il tutto finché non si amalgama: dovrà risultare una pastella che cola, liscia e morbida,  non liquida ma neanche troppo solida. A questo punto le opzioni sono due: mettere la pastella in un imbuto oppure in un sac-à-poche con bocchetta 6/8 cm diametro e colarla nel tegame con l'olio facendo dei movimenti circolari. 
Chiaramente la seconda opzione è la migliore ma siccome non tutti hanno un sac à poche a casa, l'imbuto potrà sostituirlo benone. Un'accortezza: l'olio deve avere una temperatura di 170°per avere una frittura ideale. Se non si ha il termometro, si può provare con un po' di pastella e se frigge delicatamente a contatto con l'olio , questo è pronto.



lunedì 14 gennaio 2013

Torta alla Crema di Arancia


E' una via di mezzo tra il cheese cake e la torta della nonna. Molto delicata e gradevole. La ricetta originale, dell'Accademia Bigatton, prevedeva una pasta frolla a base di farina di castagne. Ho provato ma non mi è piaciuto  il gusto forte delle castagne, l'effetto sembrava quello di un castagnaccio ripieno,  un dolce povero e dal sapore deciso, in contrasto con la crema all'arancia che invece è molto delicata. Quindi l'ho rifatta di testa mia con  una semplice pasta brisée. La crema invece è fedele alla ricetta originale, un po' troppo dolce ma compensata dalla pasta di base che invece ha poco zucchero.
Ingredienti per la pasta brisée
250 gr farina
125 gr burro freddo di frigo
1 uovo intero medio
15 gr zucchero a velo (non cristallizza in cottura come lo zucchero semolato, quindi non è necessario imburrare e infarinare  la teglia con il fondo amovibile)
un pizzico di sale
10 gr acqua
Lavorare velocemente con la punta delle dita la farina e il burro a tocchetti fino ad ottenere un composto granuloso. A parte mischiare insieme l'uovo, l'acqua, il sale, lo zucchero a velo, e aggiungerli alla farina. Fare una palla e avvolgerla nella pellicola trasparente e poi in frigo per circa mezz'ora finché non si rassoda. Foderare la teglia  direttamente con la pasta, bucherellare con la forchetta  e pre-cuocere per 5/7 minuti. Lasciare raffreddare e cospargere il fondo di tocchetti di arancia candita.
NB: io ho usato una teglia da 20 cm diametro, che è la più grande che ho con il fondo amovibile. Mi è avanzata quasi la metà della crema, e un po' di brisée. A voi decidere se usare una teglia più grande oppure dimezzare le dosi almeno della crema, che qui riporto nelle dosi della ricetta originale.
Ingredienti per la crema all'arancia
400 gr panna (si può smezzare con del latte)
200 gr uova intere (4 uova medie)
200 di zucchero semolato (io ne ho messi 200 gr ma secondo me ne bastano 150)
150 gr succo di arancia
70 gr farina

Mischiare insieme tutti gli ingredienti e versare - fino a  tre quarti della nella teglia foderata di pasta brisée, non fino all'orlo perché in cottura tende a gonfiarsi. Cuocere a forno già caldo a 170° per circa 40 minuti.


martedì 25 dicembre 2012

Buon Natale!


Bavarese al Cioccolato
Meringata all'Arancia
Torta al Cocco Meringata
Bavarese ai frutti di Bosco
Cake ai Marroni glassata al Cioccolato
Sotto:
Bignè allo zabaione
Praline al rhum
Torta al cioccolato con frutta candita (cedro, arancia, albicocche)
Torta arancia e mandorle

venerdì 30 novembre 2012

Gugelhopf al Cioccolato


 Gugelhopf, Kuglof, un dolce tedesco dal nome complicato, di cui esistono mille versioni: semplice, con uvetta, al cioccolato, marmorizzato, alle mandorle, ecc. L'unico tratto distintivo è quello della forma che richiede il caratteristico stampo con le scanalature laterali - tipo quello  per il budino -  più o meno alto. Lo stampo da Gugelhopf (si trova facilmente nei negozi specializzati) aiuta la lievitazione e la particolare grana dell'impasto. Ora anche io ho fatto il mio Gugelhopf, in occasione della visita di una cara amica dalla Svizzera che l'ha riconosciuto al primo sguardo (per un attimo mi sono illusa che la mia magica arte dolciaria  fosse così sublime che l'avesse riconosciuto per il profumo, per la consistenza, ecc. per rendermi conto  subito dopo - meno romanticamente - che è la forma del dolce ad essere inconfondibile...). Comunque la mia amica era stupita e contenta di mangiarlo perché mi dice che in Svizzera - dove è molto diffuso -  è sempre più difficile trovarlo nella versione al cioccolato mentre viene prodotto regolarmente nella versione semplice. Misteri del mercato...E' un dolce molto buono, leggero (apparentemente) e ovviamente  apprezzato dai bambini. Ha un ché di natalizio e un profumo pieno,  di cioccolato. L'ho sottratto alle fauci avide dei commensali finché era ancora fotografabile  e dopo pochi minuti era finito. La ricetta è facile e in base alla mia esperienza, non presenta rischi.
Ingredienti: tutti a t° ambiente, il burro cremoso
Burro 250 gr
miele 50 gr
zucchero 250 gr
uova intere 5 (medie)
fecola di patate 150 gr
latte intero 150 gr
farina 200  gr
cacao amaro 100 gr
lievito in polvere 13 gr
sale  un pizzico
vaniglia essenza o bacca
Per la copertura: cioccolato fondente (qui al 64%) e burro anidro o panna liquida al 10% del peso del cioccolato (circa 150 gr).
Si accende il forno a 180°/190° e si imburra e infarina lo stampo. Si montano insieme: burro, zucchero,  miele, poi si aggiungono gradualmente le uova, la fecola e il latte, in ultimo la farina e il lievito, setacciati insieme. Nota: la dose della ricetta forse è un po' abbondante e dopo aver riempito il mio stampo da 500 gr per tre quarti della capienza, mi è avanzato un po' di impasto che ho messo in una teglia da ciambellone, che forse non è proprio adatta, perché il dolce è venuto meno bello, non essendo riuscito a svilupparsi adeguatamente in cottura. 


lunedì 19 novembre 2012

Gioie....e Torte per la Dignità




Ieri si è svolta una vendita di gioielli, quelli semi preziosi e molto raffinati di Agata Blu, nelle belle stanze affrescate del CESV che ospitava questo evento. I proventi vanno in parte vanno al Volontari in Carcere V.I.C. (organizzazione della Caritas). Il VIC ha per scopo il supporto a quei carcerati  che non hanno nessun aiuto dall'esterno, da parte delle famiglie, per provvedere alle più semplici necessità, come l'occorrente per lavarsi e per vestirsi. Sembrerebbe un'inezia, vista da "fuori", invece  è una realtà più ampia di quello che ci si possa immaginare, e soprattutto  di non poco conto vista la difficoltà di salvaguardare un minimo di dignità, nelle condizioni già difficilissime delle carceri italiane. Io ho avuto il piacere e l'onore di partecipare dando il mio piccolo contributo. Come? Regalando una torta, of course (con il mio nome "commerciale" La Tartelette).